Il videosaggio illustra i punti di contatto tra due film della nazisexploitation: Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani e L’ultima orgia del III Reich (1977) di Cesare Canevari. L’intento è quello di osservare in che modo si evolve il rapporto tra vittima e carnefice presente in entrambi i film.

La nazisexploitation nasce dalla banalizzazione della morte e dalla volgarizzazione della memoria dell’olocausto. In particolare, questo genere si rifaceva per tematiche, e a volte per strutture, ai film d’arte italiani degli anni ’70 – unico periodo di produzione della nazi sexploitation – tanto che la linea dell’arte e quella dell’exploitation viaggiavano parallele nel tempo e nello spazio. Un esempio concreto di queste similitudini lo si può rintracciare nei due film. Nella trama e nella rivivificazione della storia si usa il doppio filo del racconto (il flashback e il tempo del racconto) e basta guardare a questi per riscontrare fortissimi punti di contatto tra i due film.


Videosaggio realizzato da Rebecca Rossetti per il corso Forme e modelli del cinema italiano II tenuto da Damiano Garofalo.

https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-21-alle-09.39.54.png?fit=1024%2C640https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2017/02/Schermata-2017-02-21-alle-09.39.54.png?resize=150%2C150RedazioneVideosaggiDamiano Garofalo,Forme e Modelli,Il portiere di notte,L'ultima orgia del III Reich,nazisexploitation,videoessayIl videosaggio illustra i punti di contatto tra due film della nazisexploitation: Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani e L'ultima orgia del III Reich (1977) di Cesare Canevari. L'intento è quello di osservare in che modo si evolve il rapporto tra vittima e carnefice presente in entrambi i film.La nazisexploitation nasce dalla banalizzazione della morte e...Università degli studi di Roma La Sapienza