Tom Kantor, già famoso nel settore per Bitcoin in Kenya, scrive e dirige un nuovo documentario sul mondo della valuta digitale: Ulterior States. Questa volta non si tratta di un video prettamente didattico, come potrebbe essere considerato The rise and the rise of Bicoin (2014); Ulterior States non dà definizioni su cosa sia o non sia il Bitcoin, ma ne spiega le ovvie implicazioni politiche. Bitcoin nasce, infatti, per dare un’alternativa alle banche centrali. Le monete che usiamo quotidianamente sono stampate da un governo centrale che controlla il denaro. Al contrario i bitcoin sono algoritmi virtuali, problemi matematici creati dai computer e basati su regole fisse. Si tratta di un Open Accounting System, un sistema peer to peer, che non prevede nessuna autorità centrale. Si potrebbe dire, quindi, che le radici di questa tecnologia potrebbero essere trovate nelle frange della politica anticapitalista. Ed è proprio da queste mosse che prende il via Ulterior States, che indaga le opportunità e il modo in cui i bitcoin e la blockchain potrebbero risolvere molti problemi di attualità, non ultima la crisi greca.

bitcoin recensione Ulterior States

Il film contiene numerose interviste inedite condotte da Kentor durante gli ultimi tre anni (2012-2015, come recitano i titoli di testa). Per questo motivo Ulterior States risulta essere abbastanza frammentario e sfuggente e quindi di difficile comprensione per un pubblico poco esperto in materia. Le interviste, infatti, spesso sembrano non seguire un nesso strettamente logico, ma contengono interessanti spunti di riflessione. Importante il concetto che emerge dalle interviste: Bitcoin vuole essere un modo per eliminare le disparità. Ad essere intervistati, infatti, non sono solo grandi esperti del settore, ma anche gente comune appassionata della cripto valuta. Alcune annotazioni di ordine prettamente cinematografico: Ulterior States è stato girato con tecnica guerrilla, una forma di filmmaking indipendente – in cui rientra appunto la produzione I am Satoshi – caratterizzata da budget esigui. Unica pecca tecnica è che la musica di sottofondo è troppo alta rispetto alle voci delle persone intervistate, per cui è difficile rimanere concentrati sui dialoghi. Ciò detto, la visione del documentario è importante, anche per dare supporto ad un’industria nascente come quella della cinematografia applicata allo sviluppo della conoscenza del Bitcoin.

Amelia Tomasicchio

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