“Conosci un po’ di fisica Sandy? Se colpisci ripetutamente il pilastro di un edificio in modo costante crei un ritmo, e l’edificio collasserà su stesso… dall’interno.”

Presentato in anteprima alla scorsa edizione del Toronto International Film Festival, The Silent Man vede un imponente Liam Neeson (Taken, Schindler’s List) nei panni di Mark Felt, vicedirettore dell’FBI ai tempi della presidenza Nixon e del celeberrimo scandalo Watergate, ovvero colui che divenne noto con lo pseudonimo di Gola Profonda per aver aiutato a smascherare la corruzione del governo in carica facendo trapelare ai giornali informazioni riservate.

Memore di uno storico Tutti Gli Uomini Del Presidente e reduce da un recentissimo The Post, il film di Peter Landesman (Parkland, Zona D’Ombra, Una Scomoda Verità) si inserisce tra quelle pellicole che rivelano una realtà decisamente non conforme alle aspettative del cittadino d’epoca moderna, mettendo in evidenza una struttura democratica purtroppo estremamente fallace. Infatti, attraverso lo sguardo di Felt assistiamo alla caduta dei principi morali e del rispetto per i diritti civili causata dall’avidità e dall’ambizione degli uomini al potere, così come alla sua lotta personale per tentare di porvi fine.

Un lento incedere della narrazione aiuta lo spettatore ad analizzare nei minimi dettagli i volti, gli sguardi, i gesti dei personaggi avvolti nell’angoscioso clima degli avvenimenti, un flusso erratico che non sembra scorrere verso un esito favorevole.

Sono gli uomini, dunque, o meglio l’uomo dietro la scrivania, a costituire non solo il punto di vista, ma l’essenza dell’intero film, in cui la regia volutamente essenziale si fa portatrice di quel dubbio che attanaglia la mente e chiede consiglio all’animo. Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Si può fare del bene al di fuori della legalità? La lotta vale il sacrificio? Le domande legittime di un uomo che ha dedicato la propria vita a una missione, servire e difendere il proprio paese, e che al termine della sua carriera si ritrova a dover infrangere le regole per poter continuare a farlo.

E se è vero che la storia si ripete, magari The Silent Man può servirci come chiave di lettura per decifrare un presente forse ancora troppo ancorato al passato, per poter aprire le porte a un florido futuro.

di Laura Silvestri

http://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2018/04/coverlg_home-1-1024x576.jpghttp://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2018/04/coverlg_home-1-150x150.jpgRedazioneRecensioniRecensioni di Filmdass cinema recensione,dasscinema,dasscinemag,golaprofonda,liamneeson,peterlandesman,thesilentman,watergate'Conosci un po’ di fisica Sandy? Se colpisci ripetutamente il pilastro di un edificio in modo costante crei un ritmo, e l’edificio collasserà su stesso… dall’interno.' Presentato in anteprima alla scorsa edizione del Toronto International Film Festival, The Silent Man vede un imponente Liam Neeson (Taken, Schindler’s List) nei panni...Università degli studi di Roma La Sapienza