Da appassionati di cinema, studenti o aspiranti restauratori curiosando tra i vari social, blog di cinema o YouTube vi sarete almeno una volta imbattuti nel celebre logo – una C leggermente inclinata – della Criterion Collection, la compagnia di distribuzione home video americana che dal 1984 restaura e distribuisce film classici e contemporanei, pellicole perdute o dimenticate.

La compagnia venne fondata da Robert Stein, Aleen Stein, Joe Medjuck e Roger Smith pionieri del computer e (parte di loro) fondatori della Voyager Company, società di software e distribuzione di multimedia CD-ROM. Società che pubblicò The Criterion Collection, una collezione home video di film classici e contemporanei in LaserDisc. Dato il successo della collezione, la Criterion divenne una divisione subordinata all’interno della Voyager Company e strinse accordi con la Janus Film per i diritti di alcuni film. Ma con il passare degli anni della Voyager Company, tra accordi e vendite di titoli, rimase solo la Criterion che continua ancora oggi ad offrire contenuti e approfondimenti esaustivi riguardanti l’universo cinematografico presente, passato e dimenticato.

Facendo leva su quella Nuova Cinefilia definita da Girish Shambu, la Criterion continua costantemente a realizzare e accompagnare le sue nuove uscite con continui materiali grafici e audiovsivi esplorando il cinema non soltanto come un catalogo di star e registi ma come un archivio che può essere esplorato a più livelli. Emersa alla fine del ventesimo secolo è il prodotto diretto di quel processo di ri-mediazione che vede, in particolare nel ventunesimo secolo, archivisti di film e media sfidarsi nel rendere la storia dei film accessibile e trasmissibile: restaurando e preservando film, trasformando le pellicole in nuovi media. Ma a giocare a suo favore è stato senz’altro l’ottima strategia di marketing, la qualità dei contenuti, il sistematico appuntamento mensile delle nuove uscite in dvd e, più recentemente, l’apertura di un servizio streaming: The Criterion Channel.

Ma come fa un determinato film a rientrare nella collezione? Osservando i vari release e i restauri possiamo notare come ad ogni annuncio vi sia l’intenzione di soddisfare quanto più pubblico possibile, rilasciando film di diversa origine, anno di rilascio e popolarità non seguendo una linea precisa se non quella di stimolare curiosità a partire da titoli più celebri per arrivare a titoli meno conosciuti. “La Criterion Collection mira a mostrare l’ampiezza di un’espressione filmata, cercando di non essere restrittiva o snob su quali film siano appropriati e quali no; tutto ciò che si cerca di comprendere è film esemplari nel loro genere”. Va tenuto conto anche dei diritti che necessitano di anni per essere ottenuti e che di conseguenza non permettono l’accesso a diverse pellicole e contenuti.

Come avviene il restauro? Possiamo vedere in questo dettagliato video come ogni reparto all’interno della compagnia sia specializzato in diversi ambiti: chi si occupa di audio, chi di montaggio e chi di rimuovere eventuali segni lasciati dal tempo. Oggi il restauro avviene in digitale, a partire dallo scanner che impressiona frame per frame i film, trasformandoli in file digitali. È interessante notare come sia possibile modificare l’aspetto visivo e sonoro di un film, riportandolo attraverso diversi studi e visioni di pellicole di un determinato periodo storico, a quelle che erano le intenzioni registiche del tempo e che per via dei mezzi antiquati non furono ottenute. Da una parte quindi andando a valorizzare quelle che erano intenzioni passate di un regista e dall’altra andando a modificare lo statuto visivo e sonoro di un film.

Nell’aprile del 2019 con l’apertura di Criterion Channel (disponibile solo in Canada e US) i film restaurati sono accessibili con un semplice clic e accompagnati da tutti i possibili extra (interviste, video-essay, curiosità, focus) che il sito offre una volta terminata la visione di un film, creando dei veri e propri collegamenti tra diverse epoche, paesi e movimenti cinematografici. Una risorsa di continuo materiale d’archivio ora accessibile e mensilmente aggiornata che speriamo arrivi in Italia il più presto possibile.

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