Sword Art Online

Riprende dopo una pausa spaventosamente prolungata a causa del Covid la quarta stagione regolare di Sword Art Online con molte novità e qualche svolta interessante. Se state leggendo questo articolo vuol dire che avete già guardato la prima parte della quarta stagione e pertanto ci è possibile spendere qualche riga sui colpi di scena ed il finale di quello specifico arco narrativo per poterci ricongiungere alle nuove puntate.

La prima parte della quarta stagione è stata indubbiamente la fase narrativa più femminista proposta dagli autori della serie. Il protagonista maschile resta intrappolato su una sedia a rotelle, con un braccio amputato ed una condizione di semi-coma per tutte le dodici puntate e spetta alla figura femminile di Alice ed altre combattenti il ruolo da protagoniste. La devirilizzazione di Kazuto/Kirito è il punto più interessante della stagione, il protagonista vive una condizione di castrazione metaforica derivante dalla perdita di un braccio. Kirito/Kazuto ha una speciale skill di spadaccino in VR, l’uso di due spade, e questo ne riduce il potenziale di eroe d’azione, ma come se non bastasse è anche paralizzato e quasi in coma, deve dunque essere protetto ed accudito dal cavaliere Alice e da due attendenti fedeli che aveva conosciuto come istruttore e che aveva salvato da uno stupro.

Kazuto/Kirito non è semplicemente in coma nel mondo virtuale, ma anche nel mondo reale, bloccato in una condizione di loop mentale generata per impedire al suo cervello di subire i danni irreversibili di un avvelenamento. Il mondo virtuale in cui si trova il protagonista è in realtà una sofisticata simulazione per quella che potremmo definire “coscienza” integrata in un sistema binario. In parole povere, nevrosi, sensi di colpa, condizioni emotive e perfino perversioni del giocatore si manifestano attraverso deficit fisici o particolari qualità fantastiche.

Alla fine della prima parte della quarta stagione, Kazuto/Kirito comprende che ogni personaggio che ha dovuto uccidere o di cui è indirettamente responsabile della morte in gioco è in realtà un vero essere vivente digitale, una persona completamente dotata di autocoscienza e forse di anima spirituale. Il senso di colpa del nostro eroe è stato talmente forte da produrre una condizione di semi-coma, come se una sindrome post-traumatica si manifestasse attraverso una completa disabilità fisica. Spetta quindi al personaggio di Alice in realtà virtuale e a quello di Asuna nel mondo reale il compito di portare avanti la storia per dodici puntate. Il flusso narrativo è quasi totalmente al femminile, a loro spetta il compito di proteggere, combattere e superare i propri limiti nel bel mezzo di una imponente guerra fantasy fra due regni opposti per volontà del software della simulazione.

Verso la fine dell’arco narrativo anche Asuna riuscirà ad entrare nel mondo virtuale assumendo l’avatar di una dea quasi onnipotente ma molto più consapevole del suo peso nel gioco e molto più democratica della crudele Administrator vista alla fine della terza stagione. Asuna rivelerà agli esseri virtuali parte della verità ed inviterà Alice a superare le barriere informatiche per raggiungere il mondo reale. La prima parte della quarta stagione si conclude con l’arrivo nel mondo virtuale di un terzo personaggio femminile molto caro al pubblico di Sword Art Online: l’abile tiratrice Sion.

Restando in ambito di disegni, in questo caso fumetti, dobbimao prendere da esempio il famoso test creato dalla fumettista Alison Bechdel nel 1985. Il test, seppure in chiave satirica, vuole verificare se all’interno di una qualsiasi opera contemporanea almeno due personaggi femminili siano in grado di parlare tra loro di un qualsiasi argomento che non riguardi un uomo. Da questo punto di vista la seconda parte della quarta stagione di SAO rispetta il test solo parzialmente. Nelle tredici puntate che compongono l’arco narrativo le protagoniste femminili citano quasi costantemente il protagonista maschile Kazuto/Kirito e le loro azioni sembrano condizionate dal loro amore, stima, rispetto ed ammirazione per il protagonista maschile. Paradossalmente potremmo affermare che pur dedicando il 75% dell’azione a protagoniste femminili questo arco narrativo non riesce pienamente a superare il test di Bechdel.

Con il nuovo arco narrativo ci troviamo inoltre nel bel mezzo di una guerra sanguinaria fra razze fantasy divise in due schieramenti e il conflitto fornisce ottimi espedienti per molteplici riflessioni sull’assurdità della guerra e del razzismo ed ampio spazio all’importanza della volontà individuale e di un lavoro di squadra. Asuna, Sion e Alice devono raggiungere al più presto l’altra estremità del mondo virtuale dove li attende il principale nemico della serie, un serial killer del mondo reale di cui abbiamo già parlato nella recensione precedente. Per impedire o rallentare la corsa delle nostre eroine, l’imperatore del mondo sotterraneo (sostituito in realtà virtuale dall’assassino sopracitato) offre login gratuiti ai migliori giocatori del mondo reale, destinando le eroine ad affrontare veri eserciti di giocatori interattivi, in loro soccorso arriveranno i principali personaggi incontrati nelle serie precedenti, dando così un sapore di reunion a tutta l’operazione e spingendo sul pedale della nostalgia lo stato d’animo dello spettatore.

La figura di Alice, che nelle prime puntate del nuovo arco esce per un po’ di scena per agevolare l’introduzione nel suo mondo di tantissimi personaggi storici della serie, evolve ulteriormente e se lo spettatore è abituato a vederla sotto forma di guerriera fantasy nella serie viene sempre più introdotto il concetto che lei sia in realtà molto più di una semplice intelligenza artificiale, bensì un nuovo tipo di essere umano nato in un mondo virtuale. Anche per questo nuovo flusso di puntate le regole diegetiche ed extradiegetiche dei videogiochi online costituiscono le soluzioni narrative più intriganti. In questo caso i principali cattivi della stagione possono morire tranquillamente e ritornare nel mondo virtuale sotto forme e aspetti diversi per portare avanti le loro malefatte. L’aspetto dei personaggi quindi può totalmente cambiare così come la voce o il nome, ma il loro profilo psicologico resta lo stesso semplicemente applicato ad un nuovo corpo.

Sword Art Online

L’universo virtuale di Underworld è stato creato per generare coscienze artificiali in grado di sostituire gli esseri umani in guerra. Per poter avere delle intelligenze adeguate gli esseri artificiali sono stati cresciuti in una matrice virtuale dove hanno potuto evolversi autonomamente. Contrariamente al mondo umano gli esseri artificiali sono riusciti a costruire un mondo privo di guerre ed omicidi. I creatori umani hanno così introdotto forzatamente l’idea della guerra costringendo le varie razze a coalizzarsi per organizzare un conflitto totale. Ad un passo dalla revisione della costituzione giapponese a favore dell’esercito, ecco che Sword Art Online si trasforma in un racconto morale sulla e contro la guerra spingendo il suo pubblico a riflettere sull’assurdità di qualsiasi conflitto.

Nella seconda parte della quarta stagione per poter ostacolare i protagonisti viene scaricata sul server una nuova armata composta da giocatori soldato VR cinesi e coreani. L’espediente narrativo dell’ingresso di tali giocatori permette agli sceneggiatori di affrontare il tema della paura dell’invasione delle forze militari dei territori confinanti il Giappone e ci spinge con forza nella contemporaneità e nella riforma attuale della nazione a favore della ristrutturazione delle forze armate e di una potenziale natura belligerante nel futuro. Alla guida dell’armata cino-coreana entra in gioco un personaggio ricorrente che rappresenta in SAO la violenza anarchica e brutale del terrorismo, che agita la sua armata urlando verso i giocatori del sol levante: “Siete soltanto dei luridi giapponesi, non avrò alcuna pietà per dei codardi come voi”.

Finalmente nelle ultime puntate Kazuto/Kirito ritrova la sua identità di guerriero, scende dalla carrozzina e una nuova energia magica gli restituisce il braccio perduto, la forza riunita delle tre donne della sua vita (la compagna Asuna, l’amica Sion e la sorellastra Suguha) gli consentono di ritrovare il vigore perduto ed affrontare con loro le forze del male, mentre Alice raggiunge il mondo degli umani per imporre alla nostra consapevolezza la nascita di una nuova specie intelligente ed eguale a quella umana. La serie di Sword Art Online si rivela come sempre al passo con i tempi storici e sociologici del Giappone e stimola nel suo pubblico la riflessione filosofica su tecnologia e politica sollevando temi molto sofisticati e nascosti nella dinamica di un perfetto anime mainstream.

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