Cobra non è

Con Cobra non è debutta al cinema il regista Mauro Russo, già conosciuto per aver diretto video musicali di noti artisti del panorama italiano, tra cui Fabio Rovazzi, Fedez, Alessandra Amoroso, Fred de Palma e tantissimi altri. Non per nulla nel suo film appaiono con piccoli ruoli Max Pezzali, Elisa e Clementino, artisti con il quale aveva già collaborato. Prodotto e distribuito da Giallo Limone Movie Srl e dalla 102 Distribution, in collaborazione con  Rai Cinema, il film (trailer) è uscito il 30 Aprile direttamente su Amazon Prime Video, saltando l’uscita nelle sale a causa dal Covid-19, che ne ha bloccato l’esercizio già da Marzo.

Cobra, interpretato da Gianluca di Gennaro, è un rapper che insieme a Sonny, suo manager, si è riscattato dal degrado di un’indefinita periferia grazie alla musica. La fama di Cobra ha però passato il suo apice. Per non farlo finire nel dimenticatoio Sonny, senza dirgli nulla, si accorda con un produttore di una grossa casa discografica per una collaborazione con un noto DJ, Lazy B. Ma l’accordo presenta un conto salato e Sonny decide di rivolgersi a un su vecchio amico, L’Americano, l’unico disposto a prestargli soldi. L’Americano è invischiato in brutti giri, e per accordargli il prestito gli chiederà un favore che coinvolgerà i protagonisti in una spirale di eventi.

Cobra non è è una crime comedy con elementi pulp, che si ispira ai film italiani anni ’70  e ’80. Il film ricorda i primi lavori di Tarantino: chiaro encomio ne è la scena d’azione in stile cartoon, che ricorda quella di Kill Bill. Il film mostra chiaramente le conoscenze cinefile e gli studi dell’autore.

cobra non è

Nulla da dire sulle scelte registiche di Russo, che ne dimostrano l’esperienza da video maker. L’interpretazione è forse il punto debole del film, troppo enfatica, che distanzia il pubblico anziché agevolarne l’immedesimazione. Sembra mancare quel coinvolgimento che ci fa dimenticare che ciò a cui siamo di fronte si tratti di un film. Comunque sia, resta valida la recitazione di Gianluca di Gennaro e Denise Capezza.

La trama di per sé è frutto di una buona idea che però, purtroppo, tende a disgregarsi nella realizzazione. L’intenzione del regista è chiara, creare un Pulp Fiction all’italiana, ma il risultato è più un b-movie confusionario.

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