Contagion

Contagion (trailer) si apre con un montaggio alternato, che ci mostra il “Giorno 2” di qualcosa che ancora non conosciamo. In pochi secondi tutti i protagonisti dei brevi segmenti che compongono il montaggio, sparsi in tutto il mondo, moriranno per un virus che si manifesta come semplice influenza. E già dal prologo potremmo capire perché su qualsiasi sito a tema cinema, in questo periodo di emergenza per il COVID-19, questo film di Steven Soderbergh del 2011 sia tornato in auge, tanto da tornare in vetta anche alle classifiche di vendita sia di copie fisiche che digitali. Presentato al festival di Venezia dello stesso anno, il film si compone di un cast d’eccezione, tra i quali spiccano molti volti noti nel panorama hollywoodiano (Marion Cotillard, Matt Damon e Kate Winslet giusto per citarne qualcuno).

La naturale prosecuzione degli eventi sarà quindi la scoperta del suddetto virus, ribattezzato MEV-1, e la corsa ad una cura per evitare che la pandemia degeneri ulteriormente in una catastrofe. Il film non manca di certo nella prima parte di spiegare cosa accade dalla formazione di un microrganismo alla sua capillare diffusione, utilizzando proprio quei termini tecnici che tanto leggiamo in questo periodo. Il tutto avviene tramite il buon lavoro in fase di sceneggiatura a cura di Scott Z. Burns, che sa ben distribuire questi concetti in più momenti, in maniera tale da non far annoiare lo spettatore. Ma quello che colpisce nel vedere oggi Contagion è l’aura profetica che il film acquisisce nel descrivere le conseguenze di una pandemia sull’intera società e sui singoli individui (chiave in questo caso sarà il plot riguardante il personaggio di Matt Damon).

Contagion

L’interesse di Soderbergh, che qui opera attraverso un registro stilistico caratterizzato da una palette di colori freddi accompagnata ad una regia dal taglio documentaristico/d’inchiesta, nella seconda parte si sposterà su ben altro. La vera azione devastante sarà quella dell’uomo, un tema ricorrente nella filmografia del regista, in particolar modo quella intrapresa dal personaggio interpretato da Jude Law. L’ascesa del suo personaggio, in termini drammatici, sarà legata al contesto nel quale egli opera: l’informazione. Inizialmente non accettato da varie testate, e sicuramente anche odiato per la sua concezione di questo universo (“La carta stampata è morta” tuonerà contro una giornalista), quello che cercherà di offrire questo blogger sarà una narrazione alternativa alla verità, infondata e complottista, pur di raggiungere i suoi scopi personali. Il vero virus, nel film ma ancor di più nelle nostre vite, è proprio la falsa informazione. Una brutta piaga che, attraverso i veloci canali che oggi offre internet, riesce facilmente a diffondersi e a contagiare molte persone per il suo linguaggio sensazionalistico (unito alla bassa attenzione di molti utenti che navigano online).

Il mix di temi più che mai caldissimi, il buon lavoro di Soderbergh e le musiche curate da Cliff Martinez fanno sì che Contagion sia uno di quei film da recuperare, soprattutto in quanto rappresentazione di un’epoca dove l’uomo, oltre a non conoscere confini, è (purtroppo) in grado di piegare alle sue volontà qualsiasi cosa lo circondi.

Contagion è disponibile in streaming su Infinity.

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