Quentin Tarantino e il foot fetish: passione o firma d'autore?

piède /piè·de/ s. m. [lat. pes pĕdis, voce di origine indoeuropea]. – 1. Nell’anatomia dei vertebrati, l’ultimo segmento dell’arto posteriore dei tetrapodi. 2. In senso proprio e fig.: andare (o camminarein punta di piedi, per non fare rumore; fig., andarsene in punta di piedi.

Vocabolario Treccani.

Quentin Tarantino è senza dubbio uno dei registi più amati al mondo. Cominciò la carriera negli anni Novanta raggiungendo presto il successo con Le Iene; la consacrazione arriva al film successivo con Pulp Fiction, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes e del premio per la miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 1995. Il secondo riconoscimento, sempre per miglior sceneggiatura originale, gli viene assegnato per il film Django Unchained nel 2003.

L’apparente feticcio di Tarantino per i piedi è diventato un appassionato punto di discussione tra i cinefili, e dando un’occhiata al suo background non è difficile apprenderne le ragioni: i piedi sono dappertutto.

In Pulp Fiction, Mia (magistralmente interpretata da Uma Thurman) cammina scalza sul pavimento e preme il piede verso la telecamera; in Jackie Brown, i piedini di Melanie non sono solo nudi, accennando spesso a piani ravvicinati, ma sono anche decorati con anelli appositi per le dita dei piedi. Probabilmente il culmine lo raggiunge con Kill Bill, i piedi nudi della sposa sono inquadrati in primo piano in almeno tre occasioni; in Grindhouse – A prova di morte, la scena iniziale del film è quella dei piedi di un personaggio sul cruscotto e, successivamente, Mike tocca l’estremità nuda di un personaggio mentre dorme. Nella pellicola scritta da Tarantino, Dal Tramonto all’Alba, è lo stesso regista (nelle vesti di Richie Gecko) ad assaporare in bocca il piede di Salma Hayek; una scena piuttosto fastidiosa per i non amanti del “genere”.

Non finisce qui. Uno dei film più attesi dell’anno è C’era una volta a… Hollywood, ed è senza dubbio il film più interessante e personale del regista. Anche in questa occasione la sua passione per i feet non fa fatica a mostrarsi.

In C’era una volta a… Hollywood Tarantino accentua in modo palese (e a tratti disgustoso) quello che può essere definito il suo foot fetish. Del cast, come riporta il The Sun, l’autore mostra i piedi di Leonardo DiCaprio per la bellezza di un minuto e 34 secondi a fronte di 2 ore e 45 minuti di film, mentre quelli di Brad Pitt soltanto per 39 secondi. Le estremità di Margot Robbie appaiono sullo schermo per una scena (una delle migliori della pellicola) lunga un minuto e 26 secondi. In totale, in C’era una volta a… Hollywood troviamo 36 scene in cui gli attori sono scalzi per una lunghezza di 9 minuti e 47 secondi.

Margot Robbie ha raccontato che, per quanto riguarda il suo personaggio, i piedi nudi sono stati funzionali alla parte. Secondo quanto dichiarato dall’attrice, Sharon Tate amava stare senza scarpe, soprattutto in casa.

É il feticismo dei piedi un elemento costante (uno dei tanti, in realtà, ma forse quello col maggior impatto visivo) che definisce una pellicola riconoscibile come “un-film-di-Tarantino”. Nelle inquadrature di uno spazio, e una certa importanza che i piedi ricoprono volontariamente nei suoi film, è come se Tarantino avesse creato una vera e propria regia podistica. Tutte le scene in cui sono visibili i feet degli attori hanno una precisa funzione nella narrazione. Dunque parliamo di “firma” d’autore oppure di fissazione di un regista? Si tratta semplicemente una passionale firma d’autore, quindi di entrambe le cose.

Per concludere riproponiamo un video mix inerente a quanto detto. Manca C’era una volta a… Hollywood per ovvie ragioni, che è al cinema dal 18 settembre.

https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2019/09/a-tribute-to-foot-fetish-in-quen.jpg?fit=1024%2C326https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2019/09/a-tribute-to-foot-fetish-in-quen.jpg?resize=150%2C150Marco ChiarettiApprofondimenti2019,Django Unchained,Grindhouse,Kill Bill,Le iene,Pulp Fiction,quentin tarantinopiède /piè·de/ s. m. . – 1. Nell’anatomia dei vertebrati, l’ultimo segmento dell’arto posteriore dei tetrapodi. 2. In senso proprio e fig.: andare (o camminare) in punta di piedi, per non fare rumore; fig., andarsene in punta di piedi. ...Università degli studi di Roma La Sapienza