#TFF37: Prélude, esordio sull'angosciante ricerca della perfezione artistica

David sogna di diventare un famoso pianista e viene ammesso in un ottimo conservatorio, ma nonostante il suo grande talento l’inizio delle lezioni metterà in crisi le sue certezze. La sua perseveranza e determinazione sono solide infatti, ma presto inizierà a consumarlo un’ossessiva e lacerante sete di perfezione. A scuoterlo emotivamente vi è anche l’incontro con due giovani studenti: il ribelle Walter e la bella francese Marie, di cui David si innamorerà perdutamente.

Magnetica opera prima della regista tedesca Sabrina Sarai, Prélude (trailer) sembra la risposta europea a Whiplash. Entrambi i film partono dalla stessa premessa: uno studente prodigio che in conservatorio si scontrerà con delle forme di insegnamento che metteranno a dura prova la sua sanità mentale e lo spingeranno ad isolarsi dalla vita sociale a favore di una ricerca artistica maniacale. In un certo senso però Prélude affronta la tematica con un’ottica ancora più inquietante e sottile, deragliando nel finale su un terreno oscuro e angosciante.

La pressione a cui è sottoposto David ha l’aspetto seducente della sua insegnante, interpretata da una glaciale e affascinante Ursina Lardi, la compostezza di un perfezionismo asfissiante, un ideale quasi irraggiungibile, soprattutto per un ragazzo che è nel pieno di una fase di vita dove i propri impulsi fisici sono più fervidi che mai e l’amore è una forza che dirompe con tutto il suo incanto e fervore. La pressione a cui è sottoposto David agisce non con urla e gesti violenti, ma sguardi raggelanti ed espressioni di delusione e rimprovero. Una sorta di continuo ricatto emotivo che un’insegnante ha il potere di esercitare sul suo alunno, facendolo sentire un momento prima il prediletto, lo studente preferito, il giorno dopo un perdente, colpevole di aver mandato in frantumi tutte le speranze riversate sul suo talento.

Unambiente in cui un piccolo errore può diventare anche un baratro da cui risollevarsi molto difficilmente, il fallimento di tutti quegli sforzi che avevano quasi reso possibile la borsa di studio alla prestigiosa Juilliard School. David incarna un individuo che metabolizza le pressioni asfissianti esercitate dalla società sulla sua persona. Tutto nasce per amore dell’arte, ma diviene un’ossessione malsana che rischia di far dimenticare la gioia che si provava a vivere di bellezza. È qui la differenza sostanziale con Whiplash, nel quale la sofferenza si dimostra un veicolo per conquistare la grandezza ed elevarsi artisticamente: Prélude ragiona su un esito diverso, sprofondando in un’ottica ben più pessimista e disperata.

#TFF37: Prélude, esordio sull'angosciante ricerca della perfezione artistica

Altro universo cinematografico a cui attinge il film è quello dei triangoli amorosi, tipici di molti cult francesi, un esempio celebre è Jules e Jim di François Truffaut o anche solo ambientati in Francia come The Dreamers di Bertolucci. C’è molto di questi film e in generale della Nouvelle Vague nelle dinamiche affettive che coinvolgono David, Walter e Sophie.

Prélude è un film introspettivo ed elegante, attento ad addentrarsi con delicatezza nell’intimità dei personaggi, a cogliere frangenti e attimi di vita come un quadro impressionista. C’è tanta inquietudine e poesia, ansia e nevrosi, fin dai titoli di testa accompagnati da una musica carica di tensione e mistero. Poi ovviamente seguono i brani dei più grandi compositori classici: fra i tanti Beethoven, Bach, Shubert, Chopin e Mozart.

Centrali sono la pesantezza della solitudine e l’incapacità di accettare i limiti che ci sono imposti dalla natura, atteggiamento che diviene preoccupante quando si trasforma in paranoia e determina la propensione esasperata a un supplizio fisico autoinflitto. Eccellente il cast, nel quale spicca Louis Hofman, noto per la serie Netflix Dark, che per interpretare David ha imparato da zero a suonare il pianoforte, riproducendo personalmente ogni movimento delle mani del personaggio che si vede nel film. Intensa anche la presenza della giovane Liv Lisa Fries di Babylon Berlin.

Prélude è dunque un viaggio affascinante e realisticamente duro del percorso interiore di un giovane immerso in un contesto accademico soffocante e destinato a sconvolgere il suo equilibrio emotivo. Un ammonimento spiazzante e di disturbante intensità.

https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2019/11/01_PRELUDE_Copyright_X-Verleih-AG-min-scaled.jpg?fit=1024%2C528https://i0.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2019/11/01_PRELUDE_Copyright_X-Verleih-AG-min-scaled.jpg?resize=150%2C150Corinne VosaTorino Film FestivalLouis Hofman,Prélude,Sabrina Sarai,Torino Film Festival,Ursina LardiDavid sogna di diventare un famoso pianista e viene ammesso in un ottimo conservatorio, ma nonostante il suo grande talento l'inizio delle lezioni metterà in crisi le sue certezze. La sua perseveranza e determinazione sono solide infatti, ma presto inizierà a consumarlo un'ossessiva e lacerante sete di perfezione. A scuoterlo emotivamente vi è...Università degli studi di Roma La Sapienza