Troppo spesso l’industria del cinema italiano ha preso troppo alla lettera il concetto di commedia all’italiana, trasfigurandolo in una mera forma codificata di produzione industriale di film in serie, quasi tutti legati da una scarsa attenzione agli aspetti tecnico- formali del prodotto filmico e a scritture gradevoli ma ingabbiate. Strutture fisse e ripetitive, pronte semplicemente a replicare uno schema ben collaudato che funziona – agli occhi degli spettatori e secondo i dati del Box Office – grazie agli attori protagonisti, spesso imposti dai produttori stessi perché inclusi nelle “loro” scuderie.

perfetti-sconosciuti-ritorno-commedia-italianaSe per lungo tempo si è scritto sfruttando materiale “già presente” in partenza (ad esempio, adattando i personaggi a specifici attori) e target collaudati in altri paesi (e dal sicuro successo), la visione della commedia di Paolo Genovese, Perfetti Sconosciutirappresenta una visione letteralmente spiazzante. Un impianto tipicamente teatrale della messinscena, caratterizzata da una forte integrità spazio- temporale e dalla presenza di un nutrito gruppo definito d’attori. Il regista e sceneggiatore (insieme a Rolando Ravello, Filippo Bologna, Paolo Costella e Paola Mammini) architetta un perfetto congegno ad orologeria, pronto a deflagrare all’improvviso: un gruppo di storici amici (tre coppie e un single divorziato) si ritrova, una calda e afosa sera, a cena a casa di due di loro. Seduti intorno al tavolo, una proposta indecente è pronta a scardinare i loro equilibri: e se poggiassero tutti i cellulari sul tavolo, leggendo ad alta voce ogni messaggio, mail, chiamata in entrata, visto che tra loro non ci sono segreti?

perfetti-sconosciuti-ritorno-commedia-italiana 02Gli esiti, ovviamente, apriranno uno spiraglio su un vero e proprio scenario kafkiano, dove tutti noi spettatori siamo chiamati ad interagire in prima persona.
Davvero ognuno di noi ha tre vite – come recita la tagline del film – una pubblica, una privata e una segreta?
Probabilmente sì, e una semplice mossa del genere, un innocente gioco spingerebbe a toccare corde tese e nascoste, svelando i rituali sociali nei quali siamo tutti, troppo spesso, ingabbiati. Perfetti Sconosciuti sorprende perché, pur seguendo lo schema narrativo sdoganato da Carnage di Yasmina Reza, lo sorpassa, assumendo l’atteggiamento di una comedy of manners: gli attori protagonisti appartengono al “meglio” del panorama cinematografico italiano soprattutto nell’ambito della commedia brillante. Certezze storiche e coppie affiatate (Marco Giallini, Valerio Mastandrea) affiancano nuovi talenti (Edoardo Leo, Giuseppe Battiston, Anna Foglietta) ed inaspettate scoperte (Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak), riuscendo nel difficile compito di tenere in bilico risate e lacrime in un perfetto equilibrio sospeso sul filo della comprensione, che spinge ognuno di noi a scegliersi un personaggio affine e a calarsi nel ruolo, come in un gioco delle parti ambientato nel microcosmo di un attico romano.

http://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2016/03/perfetti-sconosciuti-ritorno-commedia-01.jpghttp://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2016/03/perfetti-sconosciuti-ritorno-commedia-01-150x150.jpgLudovica OttavianiRecensioniRecensioni di Film#DavidDonatello2016,David di Donatello 2016,Edoardo Leo,film review,Marco Giallini,Paolo Genovese,Perfetti Sconosciuti,Recensione,recensione dass cinema,recensione studenti,Valerio MastandreaTroppo spesso l’industria del cinema italiano ha preso troppo alla lettera il concetto di commedia all’italiana, trasfigurandolo in una mera forma codificata di produzione industriale di film in serie, quasi tutti legati da una scarsa attenzione agli aspetti tecnico- formali del prodotto filmico e a scritture gradevoli ma ingabbiate....Università degli studi di Roma La Sapienza