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Pesaro, 05 luglio 2016. Martedì scorso si è svolta la seconda Tavola Rotonda in Pescheria Centro Arti Visive sulla novità di questa edizione del Festival, il concorso (Ri)montaggi – il cinema attraverso le immagini (videoessays, recut, mashup e remix). Hanno partecipato Andrea Minuz e Chiara Grizzaffi, curatori della sezione, Federico Rossin e i giurati Tommaso Isabella e Rinaldo Censi, chiamati a decretare il vincitore insieme a Daniela Persico.

Andrea Minuz ha aperto l’incontro definendo il videoessay “uno strumento a scopo didattico formidabile per ripensare il cinema oggi” e augurandosi di costituire nell’ambito della Mostra un workshop permanente dedicato ai videosaggi. Chiara Grizzaffi, parlando della sua esperienza come docente presso la IULM di Milano, ha evidenziato “la prossimità e l’affezione sensibile all’oggetto filmico da analizzare e studiare” insita nel pratica del videosaggio. Ad accendere il dibattito sull’argomento è stato però Federico Rossin.“In questi lavori ritrovo dei progetti autoreferenziali e astorici, che nelle loro forme più interessanti sono al limite delle glosse. Non li chiamerei videosaggi, ma piuttosto studi visuali”. Su posizioni meno radicali è rimasto Tommaso Isabella, il quale ha comunque riconosciuto come necessaria la presenza di un’idea di montaggio pregnante, per non incorrere nel duplice rischio di un prodotto troppo pedagogico o, all’inverso, troppo creativo o ludico. “C’è molta didattica e poca analisi nei lavori visionati, ma non escludo che si possa trattare di un punto di partenza ancora da approfondire”, ha aggiunto Rinaldo Censi, in sostanziale accordo con le opinioni dei colleghi. La parola è tornata a Andrea Minuz che si è opposto alla separazione tra dimensione ludica e riflessione critica. “Gli studenti oggi vogliono fare e non solo ascoltare. Il videosaggio aiuta a colmare il divario tra la teoria e la pratica e ad azzerare la distanza tra professore e studente”. Gli interventi dal pubblico si sono mostrati in favore di questa iniziativa, individuando nella forme del videoessay la nuova frontiera dell’editoria cinematografica. Al termine della tavola rotonda, è stata poi annunciata l’opera vincitrice del concorso, tra i sette selezionati: Mannequin di Rick Niebe. “Abbiamo apprezzato la collisione di materiali eterogenei e voluto premiare l’azzardo di un progetto che, a differenza degli altri lavori, non si è fatto assorbire dal testo originale”, ha dichiarato Tommaso Isabella.

– Con il contributo di Gianluca Badii –

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