Convegno Il suono spaziale nel cinema e dintorni: teoria e prassi

Sapienza, Dipartimento di Storia dell’Arte e Spettacolo, 8 giugno 2018

Vi è mai capitato di soffermarvi sulla componente sonora di un film, o più genericamente di un prodotto audiovisivo, durante la visione? Il cinema offre un’esperienza estetica dalla natura multisensoriale: la vista non può prescindere dall’udito e viceversa. Durante il convegno “Il suono spaziale nel cinema e dintorni: teoria e prassi”, svoltosi venerdì 8 giugno 2018 presso questo Dipartimento, sono state discusse notevoli tesi intorno al sonoro nel cinema e non solo, partendo da presupposti fondamentali quali appunto quello dell’integrazione multisensoriale.

La sessione mattutina, moderata da Mauro Di Donato, ha accolto gli interventi di Gianluca Sergi, Simone Corelli, Valerio Sbravatti, Giulio Latini, Andrea Valle. Sergi, professore associato in film studies presso la University of Nottingham, ha affrontato la questione della spazializzazione sonora riconoscendo nella Skywalker Sound, nota casa di postproduzione audio californiana, un modello di qualità, competenza e innovazione senza pari, che ha dato forma e visibilità al ruolo del suono nei film più di ogni altra. Corelli, fonico di mix cinematografico, ha invece posto l’attenzione sulle potenzialità delle nuove tecnologie, filtrando il discorso attraverso l’ottica del professionista, ovvero dell’artista del suono; piccoli accorgimenti durante la realizzazione di un film potrebbero far emergere concretamente le qualità dei sistemi come il Dolby Atmos. Sbravatti, cultore della materia presso La Sapienza, ha condotto la riflessione sull’audio tridimensionale riflettendo sui molteplici spunti teorici che ne derivano, e ricollegandosi al concetto di interazione cross-modale, un fenomeno che si realizza allorché informazioni appartenenti a diverse modalità sensoriali si influenzano reciprocamente. Latini, docente presso l’Università di Tor Vergata, ha affrontato il rapporto dicotomico tra le considerazioni di natura estetico-linguistica e artistico-tecnologica in relazione alle cine-installazioni contemporanee. Infine Valle, ricercatore presso l’Università di Torino e musicista, ha concluso la mattinata riprendendo il tema principale, la spazializzazione del suono, stavolta nell’ambito della musica elettroacustica a partire dalla fine degli anni ‘50.

Nella sessione pomeridiana si è svolta una prima tavola rotonda in cui si è assistito a un dibattito libero sul tema del convegno tra professionisti del settore. Gli ospiti sono stati Davide Favargiotti, Michele Mazzucco, Mirko Perri e Federico Savina. Quello che è emerso è un confronto generazionale e culturale rivolto alle convenzioni metodologiche che contraddistinguevano il pensiero sul sonoro in precedenza. Nella seconda tavola rotonda sono intervenuti Paolo Armao, Cristiano Ciccone, Gabriele Fasano e Matteo Milani. Qui sono stati affrontati altri mezzi audiovisivi: si è parlato dei sistemi più avanzati di realtà virtuale, di game engine (ovvero l’ambiente creativo in cui programmatori, animatori e grafici creano il videogame), e dell’importanza per il sound designer di conoscere anche i software per la sonorizzazione dei prodotti videoludici per una crescita complessiva delle competenze tecniche. In conclusione gli esperti hanno sintetizzato i punti chiave del dibattito nel concetto di “complicità tra le parti” (riferendosi ai diversi ruoli nelle produzioni audiovisive) e di dialogo tra i professionisti e gli studiosi, andando a chiudere uno degli incontri più stimolanti offerti dal nostro dipartimento.

di Edoardo Ludovici

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