Guardare tanti film in un periodo concentrato di tempo può avere delle ripercussioni su ciò che vedi (e nel tempo non nego che si inizi a fare un po’ di confusione). Ti fai più domande, osservi tante immagini così diverse con attenzione, ma ti deconcentri facilmente, per arrivare alla fine cercando di isolare il film appena visto da quello precedente. Non è così facile e non credo che sia sempre possibile.

Ci sono film che restano invece ben chiari, salvati nella memoria, a cui ripensi sempre con un sorriso (“è proprio bello”). Film che alle volte vai a vedere per caso ma che proprio per questo si rivelano sorprendenti. È il caso di Mister Universo, un’intesa italo-austriaca tra Tizza Covi e Rainer Frimmel. È la storia di un giovane domatore di leoni, Tairo, alla ricerca del suo idolo d’infanzia, Arthur Robin. Il vero Arthur Robin, primo Mister Universo di colore, aveva poi intrapreso la carriera circense dove con la sua forza sovrumana piegava pesanti ferri che poi regalava ai bambini in sala. Tra questi bambini c’era Tairo, il quale aveva conservato gelosamente il suo ferro come porta fortuna. Quando questo sparisce, a lui non rimane che rintracciare il vero Arthur Robin.

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L’intera storia viene ripresa tra le roulotte di un circo italiano. Un vero circo, vere roulotte, leoni e cammelli. “Solo che Tairo non ha mai avuto un ferro” rivela Tizza Covi alla fine della proiezione (in un simpatico dibattito in stile salotto televisivo olandese, con spettacolo circense finale). Ma questo non toglie alcuna magia al film, che porta lo spettacolo del circo nella sala, dove gli spettatori a bocca aperta osservano questo mondo senza chiedersi se sia vero o finto, quanto ci sia di reale e quanto di finzione, quanta vita e quanto cinema. Guardando le immagini, non possiamo ignorare il fascino con cui le riprese documentaristiche ci raccontano una storia che ci meraviglia come un bambino al circo, pronto a credere a tutto ciò che vede.

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http://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2017/01/get-1-1024x569.jpeghttp://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2017/01/get-1-150x150.jpegDora CicconeFestival ed EventiArthur Robin,film festival,iffr,Lilly Robin,Mister Universo,Rainer Frimmel,Tairo Caroli,Tizza Covi,Wendy WeberGuardare tanti film in un periodo concentrato di tempo può avere delle ripercussioni su ciò che vedi (e nel tempo non nego che si inizi a fare un po' di confusione). Ti fai più domande, osservi tante immagini così diverse con attenzione, ma ti deconcentri facilmente, per arrivare alla fine cercando di...Università degli studi di Roma La Sapienza