La nostra esperienza alla decima edizione della Festa del Cinema di Roma inizia con una fila lunga un’ora e mezza, tempo che alla fine si è rivelato ben speso. Abbiamo infatti assistito all’incontro della giornata d’apertura del festival con Joel Coen e Frances McDormand. Il fulcro delle domande poste alla coppia da Antonio Monda, nuovo direttore artistico della manifestazione e mediatore per l’occasione, è stato il connubio artistico dei due: sette film girati insieme, tra i quali l’ultimo lavoro dei fratelli Coen Ave, Cesare! prossimamente in sala. Il primo lungometraggio diretto da Joel Coen e interpretato da McDormand è Blood Simple (1984), pellicola d’esordio sul grande schermo per l’attrice cha ha raccontato al pubblico il suo disorientamento nel trovarsi a recitare davanti alla macchina da presa: “Le mie esperienze precedenti di recitazione erano tutte legate al teatro e inizialmente è stato difficile lavorare sul set. Non sapevo bene cosa fare, restavo ferma in piedi senza capire in che direzione muovermi. Recitavo pensando sempre che stessero inquadrando il mio viso e Joel ha dovuto ripetermi più volte che non era così. Avevo letto la sceneggiatura ma non ero riuscita a cogliere bene la storia del film, c’erano pochi dialoghi e molte indicazioni tecniche riguardanti le inquadrature, i movimenti di macchina. Insomma qualcosa di completamente diverso rispetto ai testi teatrali con cui mi ero confrontata.”
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Monda ha poi chiesto al regista se, dopo questo primo film insieme, abbia scritto ruoli pensando già a Frances McDormand o se l’attrice abbia mai contribuito alla stesura di una sceneggiatura o alla creazione di un personaggio. “Ethan ed io scriviamo spesso avendo in mente chi interpreterà un determinato ruolo ma la scrittura è  un momento solo tra noi due e difficilmente parliamo o ci confrontiamo con altre persone in questa prima fase.”  ha risposto Joel Coen, affermando anche che più di una volta Frances McDormand avrebbe preferito recitare nei panni di un altro personaggio rispetto a quello che lui e suo fratello avevano ideato per lei.
Riferendosi nuovamente alla sua formazione attoriale a teatro, che le ha fatto conoscere più messe in scena drammatiche che comiche, Frances McDormand ha quindi sottolineato come non sia stato facile, in Burn After Reading, vestire i panni di Linda Litzke, una donna che la stessa attrice ha definito stupida e imbranata. “Ho capito che per rendere incisivo un personaggio comico è necessario assumere un comportamento divertente e creare situazioni divertenti, senza cercare volutamente la risata del pubblico.”
Restando in tema, Monda ha così domandato a Joel Coen, recentemente presidente di giuria a Cannes, come mai nei festival cinematografici vengano premiati solitamente film a carattere drammatico e raramente commedie. “È vero, questo accade perché spesso nei festival si cerca nei film qualcosa che vada oltre, che non si fermi a uno sguardo superficiale come avviene invece in molte commedie.” ha affermato il regista.

Si è poi velocemente parlato di Fargo (doppio premio Oscar  nel 1997, miglior sceneggiatura originale a Ethan e Joel Coen e miglior attrice protagonista a Frances McDormand). La pellicola è la fonte di ispirazione dell’ omonima serie televisiva, ideata da Noah Hawley e prodotta dai fratelli Coen. I primi due episodi della seconda stagione verranno presentati in anteprima mercoledì 21 ottobre alla Festa del Cinema. “Per me ed Ethan questo è stato il primo film che ha tentato di esplorare una nostra realtà, un nostro vissuto.” ha detto Joel. Ugualmente legata al film si è dimostrata l’attrice che vede in Marge Gunderson il personaggio più vicino a se stessa di tutta la sua carriera.

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Non sono mancati durante l’incontro riferimenti al cinema italiano. In particolar modo è emersa l’ammirazione per Anna Magnani da parte di Frances McDormand. Quest’ ultima ha infatti scoperto il lavoro dell’attrice italiana in occasione di una retrospettiva organizzata dallo stesso Monda a New York, rimanendone incantata. “Sono rimasta colpita dal suo volto, dai suoi occhi, dalla loro capacità di catturare la vita, cosa che le attrici americane spesso non riescono a fare. Anna Magnani veniva dal teatro ed era sempre identificata con la città di Roma, così come a me vengono solitamente assegnati ruoli da tipica donna americana appartenente alla classe lavoratrice o alla piccola borghesia. Sento con lei una forte connessione empatica. So che si è dedicata anche alla televisione come sto facendo io ultimamente, ma in America è difficile trovare questo materiale. A proposito Joel, domani ricordami di andare a cercare i DVD!” 

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