Conan Edogawa (il nome/cognome è un chiaro omaggio a Ser Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes)

Uno dei prodotti più celebri e certamente rappresentativi nel campo del manga/anime crime-thriller giapponese (secondo forse solo a Death Note) è Detective Conan (Meitantei Konan). L’anime (qui un’anteprima nella prima sigla italiana) al momento consta di 28 stagioni (970 episodi), 24 lungometraggi, 13 OAV e diversi videogiochi [1] e la storia è ben lungi dall’essere conclusa. In quest’approfondimento, si tratteranno le diverse tipologie di misteri con cui il nostro Detective “bambino” ha a che fare.

Le tipologie di casi possono intrecciare generi tipici del cinema britannico e americano che vanno dal thriller al giallo, e dalla spy story all’action.
La modalità di sviluppo del plot nell’episodio con casi di omicidio (o episodi: un caso può essere anche suddiviso in due o più parti, con tanto di cliff hanger nel finale), è molto similare ai romanzi/film di Agatha Christie: setup dei personaggi/sospetti, dissidi, misteri nascosti, omicidio, indagine, pay off con risoluzione del caso (con tanto di spiegazione finale dettagliata alla Poirot di cui parlerò in seguito).

Le differenze con i grandi investigatori della storia della letteratura/cinema sono molteplici e particolareggiate. Shinichi Kudo/Conan Edogawa è un ragazzo di 17 anni che a causa di un farmaco (l’APTX 4869) è tornato bambino [2]. Un bambino (di 7 anni) con la mente di adulto, come lui stesso dice. Non suona il violino come Sherlock Holmes, è però un vero esperto nel campo scientifico come quest’ultimo; non ha l’eleganza di Hercule Poirot (anche se in molti episodi indossa una giacchetta blu, con tanto di farfallino [3]) e non ha certamente gli acciacchi dell’età di Miss Marple; ma è sicuramente un acuto osservatore dalle grandi capacità deduttive.

La qualità primaria di Conan è il fatto di apparire come un bambino normalissimo, questo è anche il suo punto di forza più rilevante, e come tale può investigare senza rischiare nulla (anche se in realtà spesso e volentieri mette se stesso e i suoi amici in pericolo). Analogie del suo modo di essere le possiamo trovare inoltre con Paperinik e Batman, che seppur molto differenti come carattere e ideali, hanno in comune con Conan il fatto di utilizzare invenzioni create da un inventore di loro fiducia (Archimede per Paperinik, Lucius Fox per Batman). Conan si serve invece dei marchingegni di un amico di famiglia: il dottor Hiroshi Agasa (compare già dal primo episodio, ed è una delle poche persone a essere a conoscenza della regressione del liceale Shinichi Kudo in bambino). Per indagare lo scienziato ha realizzato per il piccolo Detective degli occhiali capaci, come una macchina da presa, di zoomare ed ingrandire la realtà (un’invenzione dal chiaro sapore Marvel/DC). Conan per comunicare con i suoi amici “coetanei”, mossi anch’essi da un forte spirito indagatorio, tanto dall’avere formato con lui una squadra d’investigazione (La squadra dei giovani detective), si serve invece di speciali spillette-trasmettitori, create anch’esse dallo scienziato.

Detective Conan in relazione all’immaginario dell’investigatore letterario/cinematografico
Furto/Ladro Kid intento a salvare la vita a Conan.

Nell’immaginario postmoderno, questo non può non farci venire in mente le ricetrasmittenti dei goonies e i walkie-talkie che usano i protagonisti della serie Stranger Things. La squadra dei giovani detective non può tuttavia non ricordare i Baker Street Irregulars dei romanzi/film di Sherlock Holmes o, in modo più colto, i ragazzini-investigatori (Gavroche in primis) che aiutano Jean Valjean nel trovare rifugio nella sua fuga da Javert ne’ I miserabili; non è un caso che in entrambi i periodi storici ci troviamo nell’Ottocento: l’epoca dove nacque, dalla penna di John Edgar Allan Poe, la letteratura gialla.

Conan ha anche dei gadget che gli permettono di difendersi (non le armi di James Bond, ma neppure quelle di Johnny English). Tra i vari si possono citare un orologio spara aghi narcotizzanti, che ci riporta alla mente gli aghetti (spesso ben più letali) di Diabolik ed Eva Kant; un pallone gonfiabile che esce fuori dalla sua cintura; e delle scarpe potenziate, che possono accrescere il lancio del pallone incrementandone l’efficacia e la forza (Conan, oltre ad avere una mente brillante e una cultura enciclopedica che rasenta l’onniscienza, è anche un grande amante del calcio). Sicuramente però lo strumento più utile usato dal detective è il farfallino cambia voce, citato sopra. Questo straordinario marchingegno gli permette di riprodurre lo spettro vocale, e quindi il timbro, di chiunque; e qui arrivo alla fase fondamentale, lasciata in sospeso, della risoluzione del caso.

Come detto in precedenza Conan Edogawa è l’unico detective, almeno tra quelli citati, che risolve il caso pur non essendo addentro alla dimensione giallo-narrativa [4] e pur non avendo – almeno nei casi di omicidio -, che sono la maggioranza di tutti quelli in cui è coinvolto, alcun legame con le vittime o, in quasi tutti in casi, con i sospetti. Il modus operandi diegetico è il seguente: dopo che è stato commesso il reato Conan, in modo fintamente ingenuo e improvvisato, aiuta la polizia alla sua risoluzione fornendo degli elementi sui quali riflettere. Per dare la soluzione del caso addormenta una persona rispettata dalla polizia e il cui parere, o è rispettato in gran misura, o è comunque considerato. Le persone narcotizzate, possono essere: Goro, il dottor Agasa, l’ispettore Yamamura [5], Sonoko [6]…

Goro Mori è un personaggio di grandissima rilevanza perché, oltre ad essere il padre della ragazza di cui Shinichi è innamorato, è anche un detective di fama mondiale: il merito della sua celebrità è da attribuire quasi interamente a Conan, che dà un contributo fondamentale alla risoluzione del caso sostituendosi vocalmente all’uomo. Il piccolo detective lo narcotizza talmente tanto spesso che l’uomo ha la nomea di essere soprannominato “Goro, il detective dormiente”, e la sua spiegazione del caso a gambe incrociate o chino su se stesso è considerata dalla polizia un vero e proprio show.

Curiosità: il colpevole del caso (eccetto nella spiegazione finale) viene sempre mostrato come se indossasse «una tuta fullbody del tutto nera e con i sinistri occhi rivolti allo spettatore/lettore» [7]. Questa è un’importante differenza con le opere di Agatha Christie o di altri giallisti in cui non viene mostrata affatto l’identità del criminale, o se ne vedono soltanto le mani coperte dai guanti. ll lavoro di occultamento della persona/colpevole, quindi, non viene operato dalla macchina da presa, ma dal lavoro artigianale/digitale.

Detective Conan in relazione all’immaginario dell’investigatore letterario/cinematografico
A sinistra: Conan e Shinichi. A destra: Vermouth, Gin, Vodka, Chianti e Korn.

Post-Scriptum: focus sull’Organizzazione degli Uomini in Nero e sulla magia

Parlando di Detective Conan non si può non parlare della famigerata “Organizzazione degli uomini in nero”, vera e propria spina dorsale del manga/anime. Questi misteriosi individui hanno la particolarità di avere nomi in codice identificabili con tipi di alcolici. Tra quelli finora apparsi, possiamo citare: Gin e Vodka (i due che hanno fatto ingerire l’APTX 4869 a Shinichi, sorprendendolo mentre per caso aveva assistito ad uno scambio di denaro, facendolo tornare così bambino), Vermouth [8], Kir, Korn, Chianti, Pisco [9] e Rum [10]. Le particelle drammaturgiche più impegnate dal punto di vista della serietà dei temi trattati e delle situazioni pericolose in cui è coinvolto il “piccolo” detective (in questi episodi Conan rischia davvero la vita), sono proprio quelle riguardanti quando è presente l’Organizzazione.
Tratto non di secondaria importanza è che al momento non si sa ancora né quale sia il loro obbiettivo finale, né chi sia il loro capo.

Detective Conan è costellato di investigatori (Shinichi Kudo/Conan Edogawa, Heiji Hattori, Goro Mori…) ma anche di personaggi “magici”, infatti in alcuni episodi compare la figura di Furto Kid (poi adattato con Ladro Kid): un mago, coetaneo di Shinichi, capace di compiere plateali furti di oggetti preziosi davanti a media e polizia, proprio come farebbe il famigerato Lupin III. La particolarità di questo personaggio è che usa un deltaplano come mezzo di trasporto [11], trucchi per commettere le sue “imprese” e delle maschere per assumere altre identità (altro tratto in comune sia con Lupin III che con Diabolik). Gli episodi che vedono Conan e Kid sfidarsi sono pregni di elementi di prestidigitazione e duelli mentali, che ricordano in maniera evidente gli scontri tra Light ed Elle/Near nel già citato Death Note.

In ultima analisi, un ulteriore personaggio di cui Conan è debitore è Topolino: analogamente a quest’ultimo ha sia l’intraprendenza, il coraggio e lo spirito avventuriero che il carattere “infantile” derivato dalla sua condizione fisica.

Desidero ringraziare il dottor Alessio Ceccherelli per i suoi seminari sulla figura di Sherlock Holmes che mi hanno fornito l’idea di partenza per questo approfondimento.


[1] Informazioni prese qui, 04/02/2020.

[2] Per riferimenti scientifici sul processo di ringiovanimento, si veda qui e qui, 04/02/2020.

[3] Il farfallino ha una funzione ben specifica che verrà spiegata in seguito.

[4] Nei rari episodi in cui ritorna ragazzo invece, essendo un famoso detective liceale, per via dell’avere un padre scrittore di gialli, la sua perizia è grandemente rispettata e richiesta dalla polizia.

[5] Ispettore molto incompetente, che raramente compare nel manga/anime.

[6] Amica molto benestante di Ran (migliore amica di Shinichi e figlia di Goro).

[7] Espressione presa da qui, 07/02/2020.

[8] Forse l’esponente più interessante tra tutti: considerata la preferita del capo, è l’unico membro degli Uomini in Nero ad essere a conoscenza della vera identità di Conan Edogawa (ma non lo ha detto a nessuno e non se ne sa ancora il motivo).

[9] Assassinato da Gin per aver compromesso l’Organizzazione.

[10] E’ il braccio destro del capo, ma ancora non se ne conosce l’identità.

[11] Molto interessante la scena in cui nell’anime Conan insegue il ladro, che sta scappando appunto con il suo deltaplano, con un paracadute.

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