Corona Zombies, il potere dell'instant movie

L’idea è ottima dal punto di vista del marketing e di pessimo gusto dal punto di vista etico, ma si sa, il mercato non guarda in faccia nessuno. Il fenomeno è esploso in 24 ore, il singolo poster digitale di Corona Zombies è rimbalzato come una pallina da flipper in tutta la rete, prima ancora di avere dettagli la locandina è diventata un meme e c’è in giro perfino un fotomontaggio con il Presidente Trump.

La Full Moon Entertainment è una piccola casa storica di produzioni a bassissimo budget di film horror e di fantascienza con una storia gloriosa ma non sempre una buona reputazione. Non si sa ancora nulla tranne che la trama affronterà il virus e mostrerà una variante demenziale e grottesca del genere zombie.

Il poster mostra chiaramente una città nel caos ed un infetto fra carta igenica e detergenti igenizzante (che si chiama pure hell). Non ci si può aspettare nulla di buono da chi ha portato sullo schermo l’omino pan di zenzero assassino e non è chiaro se il film sia un prodotto creato al volo o solo uno zombie movie di serie z adattato sempre al volo alla necessità. Per quanto sia orribile e di cattivo gusto la scelta è la prova di come funziona il mercato e di come si campa di cinema nel lato oscuro dell’industria.

Eppure anche questo fenomeno ha origini nobili e nomi che oggi si studiano nei libri di cinema come Roger Corman che operazioni del genere le ha sempre accolte e sviluppate (ma erano altri tempi e lui aveva più classe).

Il film, al momento, non ha crediti e della trama non si sa nulla ma si può già prenotare in streaming sul sito della produzione, si può ordinare il disco e si può ricevere in omaggio a tiratura limitata il poster originale che arriverà dritto dritto dal vostro corriere di fiducia alla vostra residenza in quarantena.

Corona Zombies, il potere dell'instant movie

La Full Moon Entertainment nasce a Los Angeles nel 1988 per volontà di Charles Band (nome d’arte di Carlo Antonini) figlio del regista di cinema di genere Alfredo Antonini.

Antonini padre co-diresse con Sergio Corbucci nel 1964 Massacro al Grand Canyon, e produsse nel 1966 I crudeli (western molto amato da Tarantino) sempre per la regia di Sergio Corbucci. La sua carriera si internazionalizzerà nel 1978 con il film horror Zoltan, Hound of Dracula firmato con il nome d’arte di Albert Band e distribuito poi in Italia, tanto per restare in tema, con il titolo Dracula contro zombie. All’apice della sua carriera di produttore di film di genere americani Antonini ha curato per la Disney il film Honey, I Blew Up the KidTesoro mi si è allargato il ragazzino, seguito del blockbuster degli anni 90′ Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi di Joe Johnston.

Carlo Antonini/Charles Band con la sua Full Moon Pictures porta avanti la scuola di Corman e del papà producendo piccoli film di genere economici prevalentemente per le videoteche prima e lo streaming ora offrendo opportunità di lavoro a giovani sconosciuti promettenti.

Fra i film più famosi della Full Moon si annovera il cult movie From beyond – Terrore dall’ignoto ed i lancio del suo regista Stuard Gordon (Re-Animator e Stuck) oltre che di David Goyer (scrittore dei tre Batman di Nolan e del primo Jumanji fra gli altri blockbuster) e David Nutter (regista di telefilm di successo come Band of brother, I Soprano e Il trono di spade.)

Ma non bisogna farsi trarre in inganno, la Full Moon ha prodotto anche tanta “fuffa” a volte talmente incredibile da produrre un suo perverso successo, quello stesso fenomeno che ci ha portato ai tanti seguiti di Sharknado, tra cui il Bong malefico che appartiene allo stesso full moon-verse dell’omino pan di zenzero psicopatico. Non sappiamo se Corona Zombies abbia un futuro nel cinema come esordio di talenti o come film più brutto della storia ma sappiamo che in questo momento un poster digitale e due parole molto ricercate su Google hanno permesso alla Full Moon di cavalcare gli algoritmi della rete come un surfista sull’onda della follia dei media di oggi.

https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/03/corona-zombies.jpg?fit=1024%2C512https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/03/corona-zombies.jpg?resize=150%2C150Daniele ClementiApprofondimentiL'idea è ottima dal punto di vista del marketing e di pessimo gusto dal punto di vista etico, ma si sa, il mercato non guarda in faccia nessuno. Il fenomeno è esploso in 24 ore, il singolo poster digitale di Corona Zombies è rimbalzato come una pallina da flipper...Università degli studi di Roma La Sapienza