Bridget Jones, l’eroina di tutte le single più accanite, è tornata dal 22 settembre nei cinema italiani dopo ben 12 anni. Bridget Jones’s Baby è il sequel di due capitoli (nonché due successi cinematografici): Il diario di Bridget Jones! del 2001 e Che pasticcio, Bridget Jones! del 2004. Il film, dimostratosi molto attuale, spiritoso e pieno di novità, è già un successo.L’attesa è stata notevole, ma il personaggio di Bridget, interpretato dall’adorabile Renée Zellweger, è ancora quello di una donna goffa, sognatrice, accompagnata da una buona dose di sfortuna ma allo stesso tempo sempre sorridente e ammaliata dalla ricerca del vero amore. Tuttavia, i dodici anni trascorsi non sono serviti soltanto a farle raggiungere il peso forma. La Jones che agiva sempre senza pensare, che annegava i dispiaceri in confezioni gelato e bicchieri di champagne, rimandando ogni speranza di cambiare dietro sciocchi “buoni propositi”, questa volta si è evoluta. Bridget Jones è la dimostrazione che essere una persona solare e piena di umorismo non esclude comunque maturità e intelligenza. In “Bridget Jones’s Baby” la vediamo nelle vesti di una donna in carriera, più bella e più sicura del solito, ma la sua trasformazione non è l’unica novità del film. Da single a tempo pieno passa ad essere contesa tra due uomini: Mark Darsy (Colin Firth), l’avvocato per i diritti civili che più di una volta è stato preferito a Daniel Cleaver (Hugh Grant), e Jack Qwant (Patrick Dempsey), un simpatico americano ideatore di Qwantify, un’applicazione che quantifica l’affinità in amore. I creatori del film, nella scelta di inserire Patrick Dempsey come nuova fiamma della Jones , da tutti conosciuto come Dottor Stranamore, hanno avuto sicuramente una grande intuizione: conquistare le fans deluse da Shonda Rhimes per averlo fatto uscire di scena da Grey’s Anatomy, una tra le serie tv più seguite d’America.

bridget-jonesAll’inizio di questo capitolo, Bridget si dimostra non più disposta a ricadere negli stessi errori del passato, o almeno in parte, dato che ci vorrà davvero poco per farne di nuovi: la protagonista rimarrà incinta ma non saprà chi dei due sia il padre fino alla fine del film. La trama, decisamente banale, risulta comunque sorprendente grazie alla dinamicità degli eventi e alla loro comicità che, alternata a scene di impatto emotivo, genera un mash up coinvolgente, rendendo impossibile distogliere l’attenzione. L’incredibile risultato è stato ovviamente raggiunto grazie al ritorno della regista Sharon Maguire e all’ironico copione scritto da Helen Fielding e Dan Mazer, carico di battute esilaranti ed efficaci. Un’altra figura importante la riveste l’inconfondibile Emma Thompson, che lavora sia nel cast artistico nella parte di una ginecologa del tutto insolita, sia nel cast tecnico come sceneggiatrice. Insomma, il ritorno di Bridget Jones ci ha soddisfatti sotto ogni punto di vista, specialmente nel finale, regalandoci il “e vissero felici e contenti” che tanto attendavamo ormai da 15 anni. Tuttavia, dopo lo shock iniziale per la morte di Daniel Cleaver, c’è stato un altro colpo di scena dovuto proprio al suo ritrovamento che fa supporre la sua presenza in un ipotetico quarto film. Chissà se la Jones tornerà indietro sui suoi passi, dato che le mogli dell’avvocato Darsy pare abbiano un debole per l’imprevedibile Daniel Cleaver, che a detta di Bridget: «Sa come far sentire una donna unica!».

Valeria Mancini

http://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2016/09/Bridget-Jones-Baby-e1474966983849.jpghttp://www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2016/09/Bridget-Jones-Baby-e1474966983849-150x150.jpgRedazioneRecensioniRecensioni di FilmBridget Jones,dass cinema consiglia,dass cinema recensioni,Emma Thompson,recensioni studenti,Renèe Zellweger,ridget Jones’s BabyBridget Jones, l’eroina di tutte le single più accanite, è tornata dal 22 settembre nei cinema italiani dopo ben 12 anni. Bridget Jones’s Baby è il sequel di due capitoli (nonché due successi cinematografici): Il diario di Bridget Jones! del 2001 e Che pasticcio, Bridget Jones! del 2004. Il film, dimostratosi molto...Università degli studi di Roma La Sapienza