Le tre protagoniste del film rappresentano sia diegeticamente che extradiegeticamente tre generazioni femminili del mondo dello show busisness che condividono ambizione, e determinazione, ma anche l’abuso e l’umiliazione di un mondo misogino e discriminante.

In fondo è un vero peccato che questo film non sia potuto uscire in sala a causa dell’emergenza Covid. Se da una parte la sua messa in streaming su Amazon Prime è un modo per raggiungere le case del pubblico molto rapidamente, l’impossibilità di trovare uno spazio adeguato nelle sale ha compromesso la possibilità del film di raggiungere un certo tipo di pubblico più distante dallo streaming. Bombshell (trailer) è un film semplice, che ricostruisce con precisione legale i fatti realmente accaduti nella redazione di Fox News e che hanno portato ad una svolta nella politica televisiva del canale, ma più di tutto hanno contribuito a trasformare la percezione dell’uso delle persone di genere femminile nella logica dello spettacolo e del servizio di informazione audiovisiva.

La forza del film sta nel raccontare gli abusi subiti da generazioni di donne che lavorarono nelle redazioni di Fox News durante la guida del network da parte di Roger Allies presidente e CEO di Fox News, Fox Television Stations e 20th Television. Allies ha lasciato l’incarico con disonore ed una cospicua somma di danaro nel 2016 dopo essere stato accusato di abusi e violenza da ventitré donne. Il film ripercorre i giorni che precedettero e seguirono la coraggiosa denuncia da parte della giornalista Gretchen Carlson con un passato da fotomodella e vincitrice del titolo “Miss America” del 1989.

La scena in cui Kayla (Margott Robbie) viene umiliata e costretta a mostrare il suo corpo al suo principale è una delle scene più disturbanti e toccanti del film e funziona solo per merito della qualità drammatica degli attori e della regia.

Il film è chiaro, esplicito, ritmato ed attento all’uso di termini e dettagli visivi adeguati per qualsiasi fascia di età, concepito insomma per raggiungere letteralmente chiunque. Quello che non fa la confezione e la qualità dei reparti professionali lo fa la storia e l’impressionante cast di dive di hollywood che la produzione ha potuto schierare sullo schermo. Un film efficace e funzionale, senza messaggi nascosti e socialmente necessario che andrebbe forse mostrato nelle scuole superiori come strumento di aiuto e promemoria per le generazioni del futuro mondo del lavoro.

Una particolare lode va spesa verso la straordinaria responsabile del Make Up Department Vivian Baker (con un passato glorioso nei film Marvel e nella serie di Jurassic World) che è riuscita a rendere irriconoscibile lo straordinario John Lithgow nella parte di Roger Allies e le magnetiche Nicole Kidman e Charlize Theron. Il cast si avvale inoltre di presenze iconiche come Margot Robbie (straordinaria ed espressiva come non mai), Connie Britton, Kate McKinnon e l’immortale Alex di Arancia Meccanica Malcolm McDowell nel ruolo di Rupert Murdoch.

Il carismatico John Lithgow dopo il lavoro della truccatrice Vivian Baker per il ruolo di Roger Allies

Il regista Jay Roach ha davvero un curriculum atipico per il cinema di Hollywood. Il regista deve il suo successo alla trilogia di Austin Powers un personaggio creato da Mike Myers come parodia di James Bond e della cultura anni sessanta. I film di Austin Powers in un certo senso sono proprio famosi per lo sfruttamento, sebbene in chiave dissacrante e critica, del corpo femminile e il protagonista è il simbolo parodiato proprio di quel mondo maschile di cui Laura Mulvey parlò nei suoi saggi, costituendo l’analisi del film in chiave femminista di cui certamente Bombshell è registicamente consapevole. Roach si sarebbe poi allontanato da queste commedie demenziali con la serie di film per famiglie di Ti presento i miei per approdare in questi ultimi anni al cinema di denuncia ed attualità.

Roach ha lasciato il mondo della commedia nel 2008 con il film per la televisione Recount che racconta le settimane che seguirono il ri-conteggio dei voti dopo la vittoria di George Bush Jr. nel 2000, un piccolo film coraggioso girato per la HBO e interpretato da Kevin Spacey e Laura Dern. Nel 2012 il suo rapporto con i film biografici contemporanei è proseguito con Game change sulla figura di Sarah Palin, interpretata da Julianne Moore, e sempre prodotto per la HBO con Woody Harrelson ed Ed Harris nel ruolo di John McCain, per il film il regista ha ottenuto due Emmy Award. Nel 2015 Roach ha realizzato L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo con l’iconico Bryan Cranston sul fenomeno del maccartismo e nel 2016, sempre con Cranston, la biografia del Presidente Lyndon B. Johnson nel film All the Way sempre di produzione HBO.

Con il film Bombshell il regista Jay Roach dimostra una piena maturità registica, si rivela capace di utilizzare l’immagine e gli attori costruendo un percorso emotivo e narrativo completo e perfettamente commestibile per qualsiasi tipo di spettatore. Bombshell è un film di cronaca e denuncia prezioso e socialmente utile per documentare e non dimenticare.

https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255.jpg?fit=1024%2C576https://i2.wp.com/www.dasscinemag.com/wp-content/uploads/2020/04/bombshell-recensione-film-supercast-femminile-v7-48255.jpg?resize=150%2C150Daniele ClementiRecensioniRecensioni di FilmAmazon Prime Video,Bombshell,Charlize Theron,Jay Roach,Margot Robbie,Nicole KidmanLe tre protagoniste del film rappresentano sia diegeticamente che extradiegeticamente tre generazioni femminili del mondo dello show busisness che condividono ambizione, e determinazione, ma anche l'abuso e l'umiliazione di un mondo misogino e discriminante.In fondo è un vero peccato che questo film non sia potuto uscire in sala a...Università degli studi di Roma La Sapienza